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Deutsche Bank si disfa di varie commodity, tranne metalli preziosi

7 dicembre 2013 in Argento, Oro, Palladio, Platino

La più grande banca europea, la Deutsche Bank, abbandona il mercato diretto di materie prime dopo i successivi impatti normativi e la mancanza di redditività. Tuttavia, conserva le sue holding di metalli preziosi, così come si evince dalla nota rilasciata lo scorso giovedì.

deutsche bankLe cause di questo ritiro come operatore del mercato delle materie prime si basano sulle pressioni normative che stanno applicando le autorità sia europee che statunitensi. Le autorità di regolamentazione sono convinte che dietro i cambi dei prezzi delle materie prime alimentari, energetiche e metalliche, ci siano le grandi banche, che alterano artificialmente i prezzi per trarne profitto.

Se a ciò si aggiunge la caduta della redditività di questo mercato (caduta della domanda e crisi dei prodotti strutturati basati sulle materie prime), la Deutsche Bank starebbe perdendo denaro e, quindi, erodendo le possibilità di una ricapitalizzazione. Delle cinque grandi banche che si occupano di materie prime, l’uscita della Deutsche Bank impone un compromesso agli altri.
Secondo un portavoce della Deutsche Bank, l’operazione si tratterebbe di una “ri-orientazione” del modello di attività.

La chiusura di questa unità implicherà il licenziamento di circa 200 lavoratori e la chiusura di varie installazioni a Londra e New York. In questo senso, gli agenti che lavorano con metalli preziosi e contratti di derivati, saranno ricollocati in altre unità della banca tedesca.

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