Valore Oro

Il valore che perde l’oro lo guadagnano il palladio ed il platino

10 settembre 2013 in Palladio, Platino

Tutte le regole hanno la loro eccezione e, in questo caso, ha due nomi propri: palladio e platino. Non vi è dubbio che i metallo preziosi non stiano attraversando un buon momento, ma la loro traiettoria degli ultimi 30 giorni sia del platino che del palladio permette loro di salvarsi da questa corsa al ribasso. E, fino a questo momento, il palladio è riuscito a registrare un rialzo del 5% nel 2013.

Tuttavia, nell’ultimo mese è il platino che sale sul podio delle materie prime, dopo aver raggiunto la posizione di terza risorsa più al rialzo degli ultimi trenta giorni, con un guadagno di circa il 7%.

Una salute di ferro strettamente legata al suo principale produttore, il Sudafrica. La quantità di miniere nel paese africano lo convertono nel più grande produttore ed esportatore di platino, rendendo i conflitti interni molto influenti sull’andamento dei mercati, come successo recentemente. Ed il timore che la fornitura di questo metallo prezioso possa venire meno si traduce in un incremento immediato di valore.

Essendo una delle risorse più connesse al ciclo economico, non c’è da stupirsi se il palladio non si riesca a salvare dai dati macroeconomici. Viene usato principalmente nella produzione di catalizzatori per veicoli a benzina, il che rende indicatori come le vendite di veicoli nell’altra parte dell’Atlantico motori che spingono il palladio al rialzo. Infatti, una delle ultime cifre provenienti dagli Stati Uniti che mostrava un incremento al di là delle aspettative, ha contribuito senza dubbio al rialzo del prezzo di questo metallo.

andamento platino palladio 2013

La domanda è: la fine di questa tendenza al rialzo è vulnerabile? La risposta è divisa in vari continenti, con gli Stati Uniti come prima fermata. Le discussioni su un possibile ritiro dello stimolo monetario a fine anno è una delle ragioni principali. Dire addio al Q3 spingerebbe al rialzo la moneta locale, il che porterebbe inevitabilmente al ribasso la quotazione dei metalli preziosi. Il rafforzamento del dollaro americano non contribuisce alla salute di queste risorse, anzi, queste ultime finirebbero di essere acquistate come beni rifugio.

E, anche se per il momento le dichiarazioni di Bernanke, presidente della Fed, hanno chiarito che non esiste ancora una data concreta per il ritiro degli stimoli, alcuni membri dell’istituzione hanno detto questa settimana che potrebbe cominciare in una delle prossime riunioni. Un’altra delle ragioni che potrebbero moderare i prezzi dei metalli prezioni sono i dati macroeconomici provenienti dalla Cina. La scorsa settimana è stato reso noto il PMI manifatturiero del mese di luglio. In questa occasione, ha registrato un lieve recupero al di sopra dei 50 punti, il livello che marca la crescita o la decrescita di un paese.

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