Valore Oro

La quotazione dell’oro e la manipolazione dei mercati

9 luglio 2012 in Oro

L’oncia d’oro torna a quotarsi sotto quota 1600 dollari, più esattamente a 1582 dollari l’oncia, mentre l’argento supera leggermente i 27 dollari, il che porta il coefficiente della proporzione oro/argento di nuovo a 58: vale a dire che 58 once di argento ne comprano una d’oro. Questa proporzione ha raggiunto un massimo di 83 nel 2008 e un minimo di 32 ad aprile 2011.

Negli ultimi tre mesi, il prezzo dell’oro rimane quotato in un intervallo di consolidamento fra i 1530 e i 16400 dollari l’oncia, e non e’ da scartare una correzione fino ai 1500. La debolezza dell’oro può essere attribuita a diversi fattori, ma sarebbe poco prudente attualmente arrivare a molte conclusioni dei mercati. Come abbiamo potuto verificare con lo scandalo della manipolazione del Libor, che ha colpito milioni di persone con prestiti o ipoteche, non è la trasparenza ciò che guida i mercati.

Il grande problema che sta affrontando ora l’Europa, come sostiene Gerald Calente, fondatore del “Trends Research Institute” e famoso per le sue predizioni economiche, non contano tanto i salvataggi da miliardi di euro, ma che da Bruxelles si sta promuovendo la creazione di una banca centrale unica e la conseguenza sarà la perdita assoluta di sovranità finanziaria delle nazioni.

Una grande banca centrale europea si sta preparando per prendere il controllo economico dell’Europa. Con la scusa del “too big to bail” (troppo grandi per essere salvati) le persone si sono convertite in sudditi dei banchieri.

Se con un qualcosa di essenziale come la fissazione del Libor, la gran maggioranza delle banche hanno mentito sulla gravità della crisi manipolando le cifre per fissare i tassi di interesse interbancari, è chiaro che sono pochi i mercati che non soffrono una dura manipolazione dei suoi prezzi, e probabilmente l’oro non è un’eccezione.

Non si possono manipolare beni a lungo termine, andando contro i suoi fondamentali, come nel caso dell’oro, ma non si può nemmeno sostenere artificialmente alcun mercato, come fanno, ad esempio, con il dollaro.

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