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L’economia dell’America Latina soffre a causa dei prezzi dei metalli preziosi

10 luglio 2013 in Oro

E’ risaputo che in economia, tutto ciò che sale è destinato a scendere. E la possibilità che il rialzo dei prezzi dei metalli preziosi, generato dalla grande domanda cinese, stia per finire, tiene sui carboni ardenti le economie latinoamericane.

Le “commodities” rappresentano i tre quarti delle esportazioni delle economie dell’America Latina, secondo i dati della Banca Mondiale, del Fondo Monetario Internazionale e delle banche centrali dell’America Latina. Nell’ultima decade sono stati registrati grossi rialzi a causa dell’enorme appetito della Cina per queste materie, fra cui i metalli preziosi.

L’economia cinese, tuttavia, ha cominciato ad evidenziare una tendenza al ribasso sin dalla fine del 2011, quando il suo PIL è cresciuto del 2,9%, dopo aver registrato un aumento del 10,44% nel 2010. Le proiezioni indicano una crescita del 7,75% nel 2013, secondo il FMI.

Il futuro dei prezzi dei metalli preziosi “dipende da ciò che succederà in Cina, che consuma quasi il 40% di tutti i metalli”, secondo il FMI. “La crescita della domanda cinese dei metalli sarà moderata, a causa di uno spostamento dell’economia verso i servizi”.

A supportare il prezzo dei metalli potrebbe subentrare la speculazione. E’ alta la liquidità che hanno gli investitori, a causa delle politiche monetarie della Riserva Federale degli Stati Uniti, della Banca Centrale dell’Inghilterra, la Banca Centrale Europea e, recentemente, la Banca del Giappone, cui parte del loro portfolio include commodities.

Acquistano oro, argento e rame, alimenti come la soia e materie prime come il cotone.

L’oro, il re delle commodities, sta mostrando una tendenza al ribasso. Fra gennaio e luglio 2013 il metallo è caduto del 27,3%.

Una caduta continua e profonda nei prezzi delle materie prime costituirebbe un pericolo per le economie dell’America Latina, che dipendono da queste esportazioni. In Argentina, ad esempio, le commodities rappresentano il 66% delle esportazioni , in Brasile il 64%, in Colombia il 77%, in Cile 89%, in Ecuador 90%, in Perù l’86%, in Venezuela il 98% e in Messico il 24%. Queste proporzioni si basano sulle esportazioni del 2012. Nel 2013 il comportamento si è mantenuto simile, ma non sono state rilasciate cifre definitive.

Durante l’ultima decade, sostenute dalla crescita dell’economia cinese, le materie prime hanno sperimentato un vero e proprio boom dei prezzi.

Non si sa quando finirà il boom delle commodities, ma nonostante nell’ultima decade siano stati registrati prezzi molto alti delle materie prime, l’America Latina continua ad esportare le stesse quantità e spendendo il suo prodotto, senza investire per diversificare.

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