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Nuovi usi dell’argento per scopi ecologici

1 dicembre 2013 in Argento

Secondo una ricerca effettuata dall’università americana di Stanford, l’argento sarà uno dei componenti essenziali per la produzione di pile non contaminanti, chiamate anche “bio-batterie”.

L’argento è parte di un insieme di metalli del Sistema Periodico che si distinguono per la conduttività elettrica e termica. Fra questi, l’argento è uno dei conduttori più potenti. In questo studio viene dimostrato che sostituendo l’ossido di ferro con l’ossido d’argento, il potenziale di generazione elettrica è molto più alto in una batteria standard.

Il funzionamento di qualsiasi batteria è semplice dal punto di vista chimico: è composta da una dissoluzione e due poli, chiamati elettroliti. Uno di questi, l’anodo, è quello che fornisce il polo positivo, mentre il catodo fornisce quello negativo. Viene prodotta una reazione chimica con la dissoluzione e, quindi, viene prodotta energia che viene canalizzata in funzione dell’oggetto che ne ha bisogno. La dissoluzione può essere composta da diversi componenti metallici: il più comune è l’ossido di ferro, la cui reazione libera diossido di carbonio e acqua.

La scoperta del team di ricerca dell’Università di Stanford, così come menzionato in precedenza, consiste nella sostituzione dell’ossido di ferro con l’ossido d’argento. Questa composizione chimica libera elettroni che vengono propagati nel catodo della batteria provocando una corrente elettrica alterna.

La corrente di elettroni prodotta nella dissoluzione di ossido d’argento è molto più potente di quella prodotta dall’ossido di ferro. Ciò è dovuto al fatto che l’argento è un miglior conduttore di elettricità. In termini specifici, l’argento è il miglior conduttore elettrico e termino di tutto il Sistema Periodico degli Elementi Chimici.

A partire da ora, vari laboratori si concentreranno su questa scoperta, nonostante la sua commercializzazione sarà lenta a causa dei maggiori costi di produzione.

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