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Rimozione dei limiti sulle importazioni d’oro in India: le implicazioni per il mercato dell’oro

26 febbraio 2014 in Oro

Le voci sulla rimozione o allentamento dei controlli e i limiti sulle importazioni d’oro in India acquistano sempre più spazio nel settore. Senza dubbio, questa misura sarebbe appropriata in un contesto di espansione della domanda di oro fisico.

Le misure su cui il governo agirebbe servirebbero ad abbassare la tassa sulle importazioni di oro e l’obbligo di riesportazione 20% dell’oro importato.

I costi proibitivi in molti caso hanno dato luogo ad una riduzione importante della domanda nazionale nel 2013. Secondo i dati pubblicati dal World Gold Council, la domanda d’oro in India è stata di 975 tonnellate, divisa fra gioielleria, lingotti e monete. Questa quantità è stata ampliamene superata dalla Cina (1066 tonnellate), che nel frattempo si è convertita nel primo importatore mondiale d’oro.

Secondo fonti vicine al governo, la prima misura sarà quella di ridurre la tassa sulle importazioni, dal 2% al 4%, questa stessa settimana. La riduzione di questa tassa aiuterà a ridurre il contrabbando d’oro. Secondo lo stesso WGC, il 20% dell’oro consumato in India proviene dal mercato nero.

La riduzione delle imposte e della burocrazia porta al rimpicciolimento dell’economia sommersa. Il contrabbando diventa automaticamente più oneroso mentre il mercato legale diventa più accessibile. Forse, questa caratteristica è stata capita dalle autorità, che di solito si sono mostrate ostili alle riduzioni delle imposte.

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